È tradizione che una volta all’anno si vada a Torino, città che io adoro, a vedere una mostra scelta da me. Il mio artista di quest’anno è stato H.R. Giger.
Conosciuto soprattutto per i mostri di Alien questo artista elvetico, ha creato dei capolavori che uniscono bellezza e orrore, thanatos e eros. Nato nel 1940 e cresciuto in Svizzera, dove vi è un museo dedicato alle sue opere, il Giger Museum, Hans Rudolf sin da piccolo dimostrava la sua vena artistica e “orrorifica”, tanto che andava in giro con un teschio vero a guinzaglio, regalatogli dal padre farmacista e stava ore e ore al museo Egizio seduto a vedere le mummie, inorridito e affascinato allo stesso tempo.
Sarà questo il preludio e anche la fonte di ispirazione per la sua arte simbolica e surrealista che si può ammirare al Mastio della Cittadella a Torino fino al 16 febbraio 2025.
A 10 anni dalla sua morte, sono più di 70 i pezzi in mostra tra disegni, litografie, sculture, video, oggetti, foto tutti provenienti del Giger Museum di Gruyères.
Sicuramente il pezzo più imponente dell’esposizione, e forse il più conosciuto, è lo Xenomorfo, ovvero il mostro alieno ideato da Giger per il film Alien Di Ridley Scott; ispirato a una sua litografia di nome Necronom IV.
Le prime sale della mostra sono dedicate al film, andando avanti si passa alla sala dove vi sono gli oggetti che furono creati per il film Dune, poi mai realizzato il cui regista era Jodorowsky e nel cast Orson Welles, Mick Jagger e Dalì, con la colonna sonora dei Pink Floyd.
In mostra si possono ammirare disegni, schizzi, modellini, storyboard per il film e la spettacolare poltrona degli Harkonnen.
Continuando la visita si resta affascinati da una serie di quadri tra cui: Via Crucis(1972), Bofometto(1977), Behemoth(1975).Va da sé che i quadri dedicati alla sua compagna Lì, dipinta sotto forma di una medusa surrealista abbiano un fascino unico, fantascientifico e inquietante, forse perchè a causa di una forte depressione si uccise con una delle pistole dello stesso Giger.
La sala finale della mostra è dedicata alla musica, sicuramente gli oggetti che colpiscono di più sono i prototipi dell’asta del microfono creata da Giger negli anni 90 per Jonathan Davis, frontman dei Korn.
Sono esposti anche i bozzetti e il disco di Koo Koo(1981), primo album da solista e di Debby Harry, frontwoman dei Blondie, e poi i dipinti di labbra femminili creati per Emerson, Lake e Palmer.
Una mostra sicuramente da vedere, quindi, sia per gli appassionati Giger che per tutti quelli che vogliono conoscere o vedere un mondo onirico e terrifico, ma allo stesso tempo affascinante e bellissimo.








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